venerdì 14 aprile 2017

SPORT IN FAMIGLIA-EUR DAL 22 APRILE AL 1 MAGGIO 2017

                                                       "SPORT IN FAMIGLIA"
                                             VI EDIZIONE
                                ROMA-LAGHETTO DELL'EUR
                                            DAL 22 APRILE AL 1 MAGGIO


9 GIORNI DI INGRESSO GRATUITO, OLTRE 30 DISCIPLINE, FEDERAZIONI,ENTI DI PROMOZIONE SPORTIVA, CAMPIONI NAZIONALI ED INTERNAZIONALI


Per il sesto anno consecutivo si rinnova l’appuntamento al Laghetto dell’Eur di Roma, in programma dal 22 aprile al 1 maggio, con Sport in Famiglia, evento organizzato dall'associazione Cast Sub Roma 2000, in collaborazione con la Federazione Italiana Motonautica e ASI – Associazioni Sportive e Sociali Italiane.
Nove giorni di sport gratuiti offerti a chiunque voglia partecipare. Più di 30 le discipline sportive da provare: golf, danza sportiva, cheerleading, tiro a volo, scherma, pallamano, pallavolo, pattinaggio, taekwondo, scacchi, baseball, bocce, calcio, badminton, giochi tradizionali, tennis da tavolo, pesistica, modellismo, indoboard, sup, parkour, spinning, attività equestri rivolte a ragazzi disabili, striding e zumba fitness.

Confermate anche le presenze dello sci nautico, del lancio dei paracadutisti e degli sport equestri. Presenti ancora una volta le bici, ma quest’anno con esibizioni di freestyle.

Le vere novità per questa edizione sono rappresentate dal tiro a segno, presente con due simulatori, dalla boxe, dal rugby, dal tiro con l’arco, dal triathlon, dal crossfit, dall’hockey su prato e dall’atletica leggera con il lancio del Vortex.
Per informazioni seguite la pagina facebook: https://www.facebook.com/sportinfamiglia/


sabato 18 marzo 2017

Fabrizio Moro e Pace


 Ho acquistato il cd Pace del "nostro" Fabrizio Moro il 10 Marzo, giorno dell'uscita in occasione
del firma copie allaFeltrinelli di Roma ma solo oggi dopo una settimana e dopo averlo ascoltato non so quante volte mi sento di esprimere la mia opinione sul nuovo lavoro di questo grande artista.
 Non uso il termine " recensire" volutamente perché non ne amo il significato "esaminare e valutare criticamente una opera" perché credo che l'arte si viva e non si esamini.
 Seguo Fabrizio dal 2007 quando l'ho visto allo stadio Olimpico aprire il concerto di Vasco Rossi e non l'ho mai ritenuto un artista tormentato ma più un 'anima inquieta di una inquietudine positiva che è sempre alla ricerca di qualcosa, che non si ferma, che è in continua evoluzione e credo che da questa caratteristica nasca l'esigenza di scrivere.
Premetto che io non credo che Fabrizio Moro sia cambiato e non abbia più le sue idee, ritengo che
sia cresciuto come uomo e come autore e ci regali il suo punto di vista da un'altra prospettiva, da un' altra età, dai cambiamenti della sua vita,ci dona qualcosa di ancora più intenso perché nell'album "Pace" Fabrizio si racconta e forse per la prima volta fa un viaggio più dentro se stesso che verso l'esterno del mondo confermando la sua capacità di ragionare con le parole e soprattutto di comunicare emozioni, esigenze, paure e spunti di riflessioni. La maturazione di Fabrizio c'è e si sente ma mi dissocio da chi lo definisce "cambiato" sono convinta che sia rimasto incazzato per le stesse motivazioni ma che abbia imparato a convivere con queste incazzature alternandole a momenti di ricerca delle cose semplici che poi sono quelle che ci permettono di sopravvivere.
Il brano"l'essenza" dimostra che umanamente non è mutato manifesta lo stesso coraggio di dire le cose in faccia e come stanno toccando inevitabilmente la coscienza.
La traccia Pace valorizza volutamente il testo come a rimarcare l'importanza di questa introspezione di Fabrizio, nella frase  "e i turbamenti sul futuro si appiattiscono al guinzaglio che ora stringo forte" scopro la voglia di convivere con la sua inquietudine, quello sforzo di godere del momento.
Ho amato immediatamente "Giocattoli" ascoltata anche live tra qualche parola dimenticata, un ritornello che entra in testa e unisce in una dolce nostalgia del passato e dell'infanzia vissuta nell'incanto dei giocattoli che ci hanno accompagnato, protetto e guardato crescere.
 
Come ha detto lui stesso Fabrizio canta con il cuore e con la pancia più che con la tecnica e sicuramente proprio per questo con il suo graffiato inconfondibile arriva allo stomaco e al
cuore facendo vibrare corde non semplici da raggiungere per un cantautore.
 Portami via, brano consacrato da un Sanremo che non ha reso giustizia al testo non
la trovo una semplice dedica d'amore ad Anita, sua figlia, ci leggo la fiducia che lui ripone in questo
amore, la fiducia di uno che in fondo non si è mai fidato di nessuno, un Fabrizio che si lascia andare, pronto a farsi guidare lontano dalle inquietudini dalle uniche certezze della sua vita.
 La prima sera che si è esibito a Sanremo ho pensato onestamente che avesse cantato male ma che nonostante questo mi fosse arrivato dritto al cuore, mai scontato, mai banale "Portami via se c'è un muro troppo alto per vedere il mio domani e mi trovi li ai suoi piedi con la testa fra le mani" suona come una preghiera già consapevole di essere ascoltata.
L'anticipo dell'album  "Sono anni che ti aspetto" la vivo come  un' analisi dei propri limiti difficili da capire e da accettare che  lancia comunque un assist alla speranza "la differenza tra ogni uomo sta nell'intenzione e ora so che posso scegliere".
 Una scarica di rock arriva dal brano "semplice" dove Fabrizio sembra raccontarmi un attimo di serenità trovato nella semplicità dopo un periodo difficile:" Mi hanno rotto i denti con la censura e tirato i fili per la cintura". 
Bellissima la contraddizione che scopro in" tutto quello che volevi" dove tutto sembra perdere significato quando ti trovi al sicuro.
 Felicità, un 'alternanza tra discese e ripide salite consapevole della fatica di ricostruire in continuazione, una speranza e una resa nella frase " I sogni vanno dipinti anche se non li vedi ma se poi ci pensi svaniscono perché non ci credi o forse gli cambia il colore". 
Andiamo, andare nonostante tutto perché l'importante è andare, tenendosi per mano nonostante persistano i dubbi e gli interrogativi, nonostante in questo mondo "il cinismo è praticato quanto il culturismo".
Il duetto con Bianca Guaccero mi incuriosiva molto, ho scoperto una bella voce anche se in sincerità il testo è talmente intenso, spudoratamente vero, uno scritto che fa quasi male nel sottolineare quante volte ci dimentichiamo l'amore, quello universale che l'interpretazione di lei passa
quasi inosservata.
 Testi che ci raccontano un Fabrizio dolce e ben saldato ai suoi valori anche in questo album. Chiude "intanto" che non trova grandi commenti quando anche una sola frase riesce a fare una canzone:"mi chiedo perché intanto sei arrivata" un po di pace, Anita, la sua compagna, la semplicità e l'amore.


Ciao Fab, ci vediamo al  Fabrique di Milano il 20 Aprile e poi nella "nostra" Roma il 26 Maggio al Palalottomatica.

Grazie di tutto

Valentina


Ci tengo a riportare tutte le persone che hanno collaborato a questo nuovo capolavoro di Fabrizio:
 
Fabrizio Moro - voce
Danilo Molinari - chitarre (Tracks 01, 02, 03, 04, 06, 07, 10, 11)
Roberto Maccaroni - chitarre (Tracks 01, 02, 03, 04, 06, 07, 10, 11)
Andrea Ra - basso (Tracks 01, 02, 03, 04, 06, 07, 10, 11)
Alessandro Inolti - batteria (Tracks 01, 02, 03, 04, 06, 07, 10, 11)
Claudio Bielli - rhodes, piano (Tracks 01, 02, 03, 04, 06, 07, 10, 11)
Antonio Filippelli - programming, chitarre, synth (Tutte le tracce), basso (Track 09)
Daniel Bestonzo - synth, programming, piano (Tracks 01, 02, 03, 04, 06, 07, 10, 11)
Fabrizio Ferraguzzo - chitarre (Tracks 01, 02, 03, 04, 06, 07, 08, 10, 11)
Lucio Enrico Fasino - basso (Track 05)
Andrea Polidori - batteria (Tracks 05, 08)
Pino Perris - orchestrazione (Track 05)
Roberto Cardelli - piano (Track 05)
Silvia Ottana - basso (Track 08)
Riccardo Di Paola - synth, piano (Track 08)
Pier Cortese - chitarre acustiche, cori (Track 08)
Cristian Milani - chitarre, programmin (Track 08, 09)
Pablo De Biasi - batteria (Track 09)
Enrico Brun - synth, programming, piano (Track 09)

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Pace – 4:05 (Fabrizio Moro)
Tutto quello che volevi – 3:08 (testo: Fabrizio Moro – musica: Fabrizio Moro - Roberto Cardelli)
Giocattoli – 3:34 (testo: Fabrizio Moro – musica: Fabrizio Moro - Roberto Cardelli)
Semplice – 2:56 (testo: Fabrizio Moro – musica: Fabrizio Moro - Roberto Cardelli)
Portami via – 3:14 (testo: Fabrizio Moro – musica: Fabrizio Moro - Roberto Cardelli)
La felicità – 3:28 (testo: Fabrizio Moro – musica: Fabrizio Moro - Roberto Cardelli)
L'essenza – 3:20 (testo: Fabrizio Moro – musica: Fabrizio Moro - Roberto Maccaroni)
Sono anni che ti aspetto – 3:55 (testo: Fabrizio Moro – musica: Fabrizio Moro - Roberto Cardelli)
Andiamo – 2:48 (Fabrizio Moro)
È più forte l'amore – 3:04 (Fabrizio Moro) – con Bianca Guaccero
Intanto – 3:52 (testo: Fabrizio Moro – musica: Fabrizio Moro - Danilo Molinari - Roberto Maccaroni)

venerdì 17 febbraio 2017

Quello che L' Endo mi ha insegnato (Valentina De Paolis)

Quando ho scoperto l' endometriosi dopo anni di ricerche, dolori inspiegabili e diagnosi improbabili ho pensato.... Ok ora so che ho qualcosa, visto che non sono matta? Ora so quello che ho l' affronterò e vincerò, lo supererò..... Paura quasi zero.... Quei dolori avevano un nome, i soldi spesi, l'ignoranza incontrata mi avevano portato comunque ad una diagnosi..." Deve essere operata subito, siamo già a un quarto stadio profondo con molti organi compromessi" ok! Ci sono, aprimi, Toglimi questi mostri e ridammi  la mia vita, la mia dignità....... Intanto, qualche volta me ne andavo a leggere storie di altre donne ma pensavo onestamente.... " no non può capitare questo" oppure " certe sono proprio esagerate, come si fa a non andare a lavorare ?" Ecc ecc in fondo io venivo già da un altra patologia che mi aveva costretta negli ospedali una settimana al mese per quasi due anni.... Io tolleravo quei dolori da anni.... Io ero sempre andata avanti.... Ok dott facciamo quello che dobbiamo, e facciamolo subito perché io devo tornare da mia figlia che è piccola, e al mio lavoro..... Dottore faccia quel che deve e mi dica se potrò mai avere altri figli, sono così giovane dottore e ho tanto progetti..... Dott io non posso prendere ormoni, la vita mi ha già temprata con quest altra patologia..... Il dottore entra in stanza e mi dice abbiamo trovato cose che non si erano viste nella rm...., " ok dott posso ancora avere figli?" Abbiamo trovato anche un tumore dobbiamo aspettare esame istologico.... " ok dott ma potrò fare ancora figli?" Abbiamo dovuto togliere questo, questo ,questo, fare questa e quest altra resezione...." Va bene dott potrò avere altri figli?" Si potrai averli teoricamente ma non credere che l intervento sia risolutivo.... Facevo lo stesso errore di chi non mi trovava una diagnosi ripetevano " e impossibile che abbia endometriosi ha avuto una figlia da poco" avevo 22 anni caspita...... Il tempo ha punito questa mia leggerezza e oggi ho imparato che devo ringraziare di aver fatto quella meraviglia così giovane com era nei miei progetti.... Perché dopo ne ho persi altri 2 ed ho dovuto imparare a dire e a capire che sono fortunata perché molte donne non hanno avuto questo dono..... Ho provato a proseguire la mia vita ignorando quest inquilina scomoda..... Facendo progetti, Ma non è così che funziona, ben presto l endometriosi mi ha insegnato che non posso fare progetti..... Posso solo avere sogni perché quelli sono miei e non me li può levare, ma i progetti si, te li smonta come se niente fosse.... Riesce a rovinare tutto ciò per cui fatichi, mi ha tolto la possibilità di " fare carriera" perché il mondo, la società non la considerano, non la capiscono ed il tempo non si ferma ad aspettare che l endo ti dia fiato....i tuoi colleghi, la tua famiglia i tuoi amici non comprendono..... Il tempo passa e devo stravolgere la mia alimentazione ovvero ridurla ai minimi termini..... Non mi arrendo sovraccarico il mio fisico a sopportare dolori insopportabili, non cedo a toradol codeina o altro.... Ma ben presto il mio fisico inizia a dirmi che non ce la fa più a stare dietro alla mia mente..... Si ferma, sciopera esasperato dall endo e dalla mia determinazione..... La gamba di paralizza e pesa un quintale..... Il ciclo inizia ad arrivare ogni 20 gg durandone 8 abbondanti, le analisi dicono anemica, l intervento ha creato cicatrici interne, aderenze, adenomiosi quasi su tutto l utero, il rene inizia a non funzionare..... Il mio corpo mi insegna che i viaggi che fa la mia mente lui non può più farli..... Che non posso più dire a mia figlia domani andiamo a....... Perché domani non lo so se staro in piedi..... L endo mi ha insegnato i limiti...... Ed e dolorosissimo alla mia età avere la testa veloce come una gazzella ed il corpo di un bradipo..... L'endo mi ha insegnato che le persone non capiscono, che conta solo ciò che appare...... Quante mattine mi sono trascinata sino allo specchio e mi sono detta trova un sorriso finto e vai...... Ma non basta, a lavoro non conta se per anni hai dato corpo e anima ora " sei un problema " gli uomini non capiscono..... Che non hai " finti mal di testa" ma stai male, male davvero..... Il futuro fa paura..... Perché non lo vedo più con gli stessi occhi di prima, l endo mi ha insegnato che lei arriva prima dei miei occhi.....l endo ti cambia, e inevitabile, ti sorprende quando meno te l aspetti, ti ritrovi un dolore anomalo e non pensi mai che possa essere di nuovo lei..... E invece è così e arrivata anche li o la...... Imparo a convivere con il dolore, che forse una donna senza endo da a 1 a 10 valuterebbe 10 ma le do un 5 perché per me diventa la quotidianità ma dentro di me so che non è la normalità, che questo non fa di me un eroina, questo fa solo di me " una di quelle a cui è toccata" l'endo se ne frega se alla fine del mese devi pagare l affitto, le bollette e la società insieme a lei, a l endo non interessa se tua figlia rivorrebbe una mamma instancabile che correva con lei, che giocava, che le faceva fare mille cose......per i colleghi divento "quella che sta sempre male" se solo sapessero che male ci sto ogni giorno e che quando non vado e perché quel male diventa troppo per chiunque...... Per i conoscenti "sono strana " " fissata con l alimentazione" eppure vado avanti..... Mi sforzo ogni maledetto giorno mi alzo e provo a fare quello che DEVO contando i minuti affinché le ore passino e possa tornare a torcermi nel letto o a riposare..... Riposare???? Prima non la conoscevo questa parola..... C' e chi mi parla di " accettazione " ma io dico NO, non la potrò mai accettare, posso averla, sfidarla ma non accettarla, perché non si può accettare che qualcosa rovini la tu vita, i tuoi rapporti personali. Le tue giornate i tuoi progetti, posso continuare a sfidarla, a tornare ogni sera a casa dicendo" mi hai massacrata ma ce l ho fatta, sono ancora qui.... Dopo che ho fatto quel che dovevo mi arrendo a te.....perché ormai so cosa sei, ma non le dirò mai io ti ho accettata!
Tra poco mi toglierà il lavoro,nonostante me lo sia sudato, nonostante dopo gli interventi sia rientrata prima del dovuto, nonostante ci ho messo l anima, lei e la società permetteranno che io subisca questa umiliazione questa sconfitta...... L endometriosi mi ha insegnato che non sempre potere e volere, mi ha presentato l ignoranza vera, mi ha fatto conoscere storie simili alla mia molte purtroppo ancora più dure..... Mi ha insegnato che non finisce mai, che non ti uccide oggi, ma giorno dopo giorno ti sfilaccia anima e corpo. Ora mentre scrivo la mia gamba destra dall ovaio in giù se ne sta per conto suo, come se fosse staccata dal corpo, un peso da trascinare..... E allora continuo a trascinarmi, a fare l amore anche se fa male, ad andare a lavoro anche quando mi gira la testa per i dolori......fin quando ce la farò, toradol, codeina ecc ecc ormai danno solo effetti collaterali nessun giovamento..... Quando l endo dice no e no! Sei intrappolata, non c e via di scampo, e non basta la volontà, la determinazione, il coraggio, la sopportazione, e ti insegna che spesso sei impotente! Guardo indietro e vedo quella che non potrò più essere, guardo avanti e l ipotesi che possa essere ereditaria e che mia figlia o ragazze della sua generazione debbano sopportare le stesse cose mi spezza il fiato.
Non voglio rinunciare ai miei sogni a 28 anni ma, la mia testa Sa che molti rimarranno solo sogni irrealizzati per colpa dell endo...... E allora scivolo di nuovo in mezzo a quella gente che non capisce, che non vuole accettare, che non vuole rispettare...... Vorrei vedere dei diritti riconosciuti, come la possibilità di "curarsi" il diritto ad un posto di lavoro che permetta di conservare la propria dignità , combatto l ignoranza, l endometriosi mi ha insegnato i sensi di colpa, verso mia figlia, , verso la mia famiglia verso i miei doveri...... Mi ha insegnato la forza delle donne.... Mi ha mostrato medici che purtroppo vanno per tentativi, perché ogni endometriosi e diversa da un altra, mi ha insegnato che questo percorso difficile e fatto di solitudine e toccato a tante meravigliose donne che non lo meritavano..... E per ogni loro sconfitta contro l endo una piccola luce si spegne dentro di me! Ho imparato il vero significato dell ingiustizia, della solitudine anche in mezzo alla folla, dell incomprensione.


Valentina De Paolis

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LA MAREGGIATA

Quando dentro c è un mare in tempesta arriva l impeto di scrivere, ma non sempre è bene farlo, a volte è meglio attendere di sentirsi  una spiaggia deserta dopo una mareggiata.
 Sei lì,seduta, il colore del mare si differenzia dal cielo,ci sono solo nuvole, soffia il vento, gli ombrelloni sono chiusi, sulla spiaggia solo qualche gabbiano e guardandoli ti chiedi  da dove vengano, che viaggio abbiano fatto; ognuno fa un viaggio, ognuno diverso, la vita è un percorso, un susseguirsi di fatti e conseguenze, di scelte, di strade da abbandonare ed altre da intraprendere.
Io sono un ombrellone dopo la mareggiata, chiusa, ben saldata nella sabbia, pronta a riparare chiunque appena  il sole si ripresenta.
Ma sola e chiusa dopo la mareggiata.
 Bellissime le mareggiate, adoro la solitudine che sorge dopo il loro passaggio sulla spiaggia, tanti la chiamano tristezza; Io la chiamo meravigliosa natura indomabile che mostra la sua forza e la nostra impotenza davanti a ciò che deve accadere.
 Io, la spiaggia umida che si sta riprendendo dall ondata appena passata, il mare che si è calmato e finalmente mostra mille sfumature, qualche gabbiano qua e là si poggia sulla sabbia, da contorno, lo stesso contorno di alcune persone nella vita.
 Ogni mareggiata,trasporta qualcosa fino alla  riva : tronchi di legno, conchiglie, oggetti appartenuti a qualcuno, schiuma bianca che separa la spiaggia dall'acqua del mare.Che essa sia un ostacolo od un freno, è soggettivo interpretarlo.
Dopo le mareggiate degli scorsi anni, mi hanno fissato bene, 90 cm sotto la sabbia, così che il mare non mi porti via. Arriva a me, a volte mi accarezza, a volte mi schiaffeggia con la sua forza, ma non mi trascina via. Rimango qui, spettatrice e testimone di tutto ciò che accade.
Potrei essere il gabbiano che viaggia, la spiaggia bagnata, la schiuma bianca. Invece sono un ombrellone.
 Stai tranquillo, appena torna il sereno, ci sono io a ripararti dal caldo, tu aprimi, sorreggerò i tuoi vestiti leggeri mentre ti abbronzi di vita , proteggerò le tue cose più preziose, all ombra, mentre tu fai il bagno. Potrai ripararti sotto di me quando il sole è troppo forte, io avrò cura di te, della tua pelle.
Non mi muoverò da qui, se vorrai venire al mare, mi troverai sempre, al mio posto, un riparo concreto, un alleato, un sostegno. Magari ti affezionerai a me, perché a tutto ci si abitua, da dove sono situato io, c è una visuale diversa da qualsiasi altro ombrellone. Tutti siamo diversi. Esistono infinite prospettive.
Non aver premura di chiudermi, arriva sempre il momento dopo il tramonto, e la notte sto li, mi godo il mare, il suo rumore,che è musica per me, i suoi mille profumi che mi inebriano la mente. Rimango lì io, ad aspettare, so che il giorno dopo tornerai, e se non sarai tu, ci sarà sempre qualcun altro da riparare, dal sole, dalla vita, dal caldo soffocante che ti fa mancare l'aria.
Ti starai chiedendo, cosa c'è di così speciale in un ombrellone; se non comprendi l importanza di sapersi aprire e chiudere al momento opportuno, la capacità di proteggere e poi rimanere solo,ad aspettare, un ritorno, un altro villeggiante, mi spiace non posso mostrare il mare che ho dentro a chi non sa nuotare.
 Immagina la forza bruta che ci vuole per saldarmi al suolo, per aprirmi, per chiudermi, per farmi essere un riparo sicuro dalle tue incertezze. Mentre pensi,"sarà troppo caldo il sole?" " forse mi brucio" io sono li, puoi ripararti sotto di me o allontanarti a fare una passeggiata per osservare  le altre visuali, il contorno,puoi cercare conchiglie, camminare sugli scogli, passeggiare sulla spiaggia umida o bollente,io sarò qui.
Hai dimenticato l'asciugamano, c e il tuo odore, ma non importa, tra poco sarà sera, e quando sarò sola, i profumi del mare, lo confonderanno con altri cento odori.
Guardo il cielo, sento il vento, ci sono ancora spiaggianti al sole, andate via, riparatevi, sta arrivando un altra mareggiata e non è per tutti, è per chi è pronto,per chi sa resistere, per chi sa stare solo, consapevole di dover essere solo, deciso e forte. Rimango qui, l'aspetto, meravigliose le sue carezze, significativi e potenti i suoi schiaffi, il mare è immenso ed è bellissimo poterlo guardare ogni giorno.
 Vedi? eccola, è arrivata. Si infrange contro gli scogli senza scalfirli,  li attraversa dall'interno, trova la sua strada, non si ferma, sommerge la spiaggia, mi passa sopra cento, forse mille volte, forse arrugginirà un po la mia base solida. Se un giorno con la sua potenza mi trascinasse via, sarei felice di naufragare al largo, libero, libero da tutto, anche dalla mia base così sicura e salda.
Intanto, quando si viene al mare, mi si trova, mi si sceglie appositamente, quando soffia un po di vento magari ondeggio un po, ma puoi fidarti, non cado, non volo. Guardami sbandare e poi tornare al mio posto, rigido e coprente come sempre. Sotto di me passano così tante persone, alcune le ricorderò per sempre, per le loro particolarità, per le loro giornate al riparo sotto la mia ombra, altre le dimentico in fretta, lascio che le mareggiate le portino via, insieme al loro essere, sono tranquillo, al massimo la mattina con il rastrello il bagnino porta via tutta la bruttezza che rimane, tutto lo sporco che lasciano sotto ed intorno a me, sigarette fumate distrattamente, fazzoletti, carte, parole dette, prive di contenuti, porta via tutto ciò che non serve sulla mia spiaggia, l egoismo delle persone, la loro superficialità, ogni tanto il bagnino mi ricompone, qualcuno mentre si toglie i vestiti mi viene addosso,tremo,mi sento in bilico, il mio equilibrio vacilla  ma poi c è sempre qualcuno o qualcosa che mi rimette in piedi.

Valentina De Paolis